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Il centro monumentale di Monte Albán è la Piazza Principale
Il centro monumentale di Monte Albán è la Piazza Principale, che misura approssimativamente 300x200 metri. I principali edifici cerimoniali e residenziali si trovano qui o nelle immediate vicinanze, e molti di essi sono stati esplorati e restaurati da Alfonso Caso, Ignacio Bernal e Jorge Acosta. A nord e a sud la Piazza Principale è delimitata da grandi piattaforme accessibili dalla piazza attraverso delle scale monumentali. Sui lati orientale ed occidentale vi sono numerose piccole piattaforme su cui si trovavano templi e residenze per le persone altolocate, nonché uno dei due campi di gioco alla palla rinvenuti a Monte Albán. Una direttrice nord-sud di piattaforme artificiali occupa il centro della piazza, usate probabilmente per strutture cerimoniali.
Una caratteristica di Monte Albán è l'importante numero di monumenti in pietra scolpita trovati nella zona cerimoniale. Tra gli esemplari più antichi vi sono i cosiddetti "Danzantes", scoperti in gran parte nelle vicinanze dell'Edificio L e rappresentanti uomini nudi in pose contorte, alcuni dei quali coi genitali mutilati. L'interpretazione del XIX secolo che rappresentassero danzatori (da cui il nome) è ormai screditata, e questi monumenti, risalenti ai primi tempi dell'occupazione del sito (fase Monte Albán I), mostrano con molta probabilità prigionieri di guerra torturati e sacrificati, alcuni identificati per nome, e potrebbero rappresentare i capi di villaggi e zone conquistate dal nascente stato zapoteco. Fino ad oggi sono stati ritrovati oltre 300 "Danzantes", ed alcuni di quelli meglio conservati si possono ammirare al museo del sito archeologico.
Un tipo diverso di pietre scolpite sono state rinvenute nell'Edificio J al centro della Piazza Principale, un edificio caratterizzato da una singolare forma a punta di freccia e da un orientamento diverso dagli altri edifici della zona monumentale. Le mura dell edificio sono adornate da circa 40 pietre scolpite databili alla fase Monte Albán II, pietre che con molta probabilità indicano dei specifici nomi di luogo, a volte accompagnati da altri caratteri scolpiti o da rappresentazioni di teste rovesciate. Alfonso Caso fu il primo ad identificare in queste pietre un elenco propagandistico di luoghi o città conquistati e/o controllati dallo stato di Monte Albán. In effetti, alcune identificazioni dei luoghi elencati sull'Edificio J sono state proposte (Marcus 1992), e in almeno un caso (la Cañada de Cuicatlán) scavi archeologici archeologici hanno trovato prove di una conquista e colonizzazione da parte zapoteca (Redmond 1983; Spencer 1982).
Molti degli artefatti rinvenuti nel corso delle esplorazioni archeologiche a Monte Albán in oltre un secolo di lavoro sono esposti al Museo Regional de Oaxaca nell'ex convento di Santo Domingo de Guzmán a Oaxaca. Il museo contiene, tra l'altro, molti oggetti scoperti nel 1932 da Alfonso Caso nella tomba numero 7, una tomba Zatopeca del periodo Classico riusata opportunisticamente nel Postclassico per la sepoltura di alcuni individui di etnia Mixteca. La varietà e ricchezza degli oggetti rinvenuti nella Tomba 7 ne fanno una delle sepolture piú spettacolari rinvenute nelle Americhe (Caso 1932).
La zona monumentale del sito archeologico è aperto al pubblico ed è una delle principali destinazioni turistiche per coloro che visitano Oaxaca. I sentieri del posto vengono anche usati per jogging, escursionismo e birdwatching
Ahorre September 13, 2009 06:29 PM